Come migliorare l'usabilità di un sito web

Come migliorare l'usabilità di un sito web

Ottimizzare la user experience per aumentare le conversioni

Possiamo considerare l'usabilità come il livello di 'facilità' con cui un sito web è navigato dai suoi visitatori per raggiungere determinate pagine o azioni.
Più un sito è 'usabile' e più sarà facile per gli utenti utilizzarlo a pieno e sopratutto nel modo in cui si aspetta chi lo ha realizzato.
Il livello di usabilità di un sito dipende da molti fattori, praticamente tutti gli elementi che costituiscono lo sviluppo di un sito entrano in ballo nel determinare la sua usabilità, a cominciare dalla fase di progettazione in cui si decide il flusso di navigazione, passando per lo studio del design fino ad arrivare alla tecnologia scelta per realizzarlo.
In ogni fase dello sviluppo di un sito bisogna considerare che le soluzioni adottate incideranno in termini di usabilità. In questo modo riusciremo a creare un sito che sia funzionale allo scopo che ci siamo preposti.
Curare l'usabilità di un sito porta notevoli vantaggi in termini economici in quanto un sito ben ottimizzato converte di più e ha bisogno di meno costi di sponsorizzazione, provo a chiarire meglio questo concetto con un esempio.
Prendiamo in considerazione un sito e-commerce che vende ottimi prodotti a dei fantastici prezzi, il proprietario del sito investe molto in pubblicità e di conseguenza ottiene molte visite da potenziali clienti interessati ai suoi prodotti, l'unico problema è che, a causa di un livello di usabilità basso, la gran parte di essi si perde durante la fase di acquisto perché ha difficoltà a concludere l'ordine. E' facile immaginare come il costo di conversione per la vendita di un prodotto sarà notevolmente più alto del dovuto.

Le cause di una bassa usabilità

Come già detto i motivi che possono pregiudicare la corretta usabilità di un sito sono moltissimi, per facilitare l'analisi suddividiamoli in gruppi:

Problemi grafici
Per esempio un testo scritto troppo piccolo oppure con un colore troppo simile allo sfondo che potrebbe essere difficile da leggere.
Un pulsante che non si distingue abbastanza dagli elementi adiacenti perché troppo attaccato o troppo simile che non sia ovvio cliccare.
Un elemento fondamentale come un numero di telefono oppure un indirizzo email che è posizionato male e che di conseguenza non viene notato.

Problemi di scrittura
Un testo poco chiaro, troppo lungo o troppo corto, una traduzione sbagliata o un'errore di ortografia, sono tutti elementi che possono abbassare l'usabilità.

Problemi tecnici
Qui è bene dividere ulteriormente tra problemi relativi al server (lentezza di caricamento delle pagine, problemi di connettività) e problemi relativi all'applicazione (link rotti, immagini mancanti, menù a tendina che si sovrappongono...) alcuni molto evidenti e altri meno, quelli più difficili da scovare ma più interessanti da analizzare.
Per fare un esempio pratico uno degli aspetti più importanti legati all'usabilità è che un sito deve essere fruito facilmente su ogni dispositivo, computer desktop, tablet o smartphone (ne parlo nell'articolo sulla realizzazione di siti responsive), sopratutto per gli utenti che si collegano da smartphone e che hanno uno schermo più piccolo degli altri.
I moduli sono tra gli elementi più delicati per chi intende migliorare la user experience del proprio sito, sono infatti i punti di contatto interattivi tra noi e i nostri utenti, un form che non funziona può significare una vendita in meno o una richiesta di informazioni che non viene inviata.

Misurare il livello di usabilità

Ora che abbiamo capito quanto sia importante migliorare l'usabilità dei siti web dobbiamo trovare il modo di scoprire quali sono i punti critici per ottimizzare al meglio.
Prima di tutto è bene sapere che questo lavoro funziona se non siamo da soli a farlo, il più delle volte errori anche macroscopici ci sfuggono perché diamo per scontato cose che i reali utilizzatori del sito non fanno. Essendo noi gli sviluppatori o i proprietari del sito immaginiamo che tutti gli utenti si comportino come noi e che procedano secondo uno schema che è il nostro e che non necessariamente è quello più logico.
La cosa più semplice che possiamo fare è quella di mostrare il nostro sito ad un amico e osservare come si comporta nell'utilizzarlo. Vi assicuro che se provate a fare una cosa del genere le sorprese non mancheranno. Se provate con più di una persona vedrete come le reazioni sono diverse anche di fronte alle stesse pagine.
Non tutti hanno la stessa dimestichezza con il computer e sopratutto le persone più anziane hanno bisogno di siti facili da navigare per poterli utilizzare al meglio.
Non sempre però abbiamo a disposizione un gruppo di persone per fare questo tipo di test, (esistono però dei servizi online come TryMyUI per reclutare tester utili allo scopo) e allora ci vengono in soccorso gli utenti stessi del sito, quelli che già lo utilizzano e che possono fornirci informazioni utilissime anche senza essere coinvolti in prima persona.

Dalle statistiche di accesso del sito possiamo ricavare parecchi indizi su di essi, ad esempio grazie ad Analytics di Google possiamo vedere i percorsi di navigazione che fanno gli utenti prima di arrivare ad una determinata pagina, quello che in gergo si chiama 'funnel' di conversione.
Se i passaggi sono troppi o diversi da quelli che ci aspettiamo possiamo intervenire per modificarli. Sempre dalle statistiche abbiamo dati precisi circa la percentuale di abbandono, sul tempo trascorso e sulla percentuale di rimbalzo (utenti che escono dal sito dopo aver visto una sola pagina), tutti i dati importanti per fare delle valutazioni e correggere i punti nevralgici.

Uno strumento utilissimo per capire come gli utenti interagiscono con il nostro sito è quello di generare dell 'heatmap', ovvero delle mappe di calore che evidenziano i punti dove gli utenti cliccano maggiormente o dove passano con il mouse. Alcuni servizi online permettono di registrare la navigazione degli utenti creando dei video che mostrano passo passo le interazioni degli utenti mentre si spostano sul sito o compilano form complessi.
Il servizio che consiglio è HotJar che ho avuto modo di testare su vari siti e mi ha dato molti spunti interessanti per migliorare l'usabilità e ridurre errori tecnici che abbassavano il tasso di conversione dei miei utenti.

Grazie a tool come questi è possibile effettuare dei test A/B o 'split test' che consistono nel mettere in rotazione pagine simili ma con piccole differenze (grafiche o di scrittura) che dopo una fase di prova su molti utenti ci consentono di capire quali sono quelle migliori in termini di usabilità e quindi di conversione.

Per concludere voglio dire che l'ottimizzazione dell'usabilità è forse l'ultima attività che riguarda lo sviluppo di un sito web ma di sicuro quella più importante. Se non viene curato questo aspetto tutte le attività precedenti come la progettazione grafica, la creazione dei contenuti, l'ottimizzazione per i motori di ricerca e il marketing o le campagne pubblicitarie rischiano di venire vanificate a causa di uno spreco, e in tempi di crisi come questi, cosa c'è di peggio dello spreco?

24 Mar 2017 | Jacopo Modesti
Consulenza online Come migliorare l'usabilità di un sito web

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